Il Romitorio delle suore di Camposanpieri

Anticamente in S. Piero in Campo esisteva un Monastero di donne dell'ordine di S. Agostino anteriore al 1256, nel quale anno il Pontefice Alessandro IV "prescrisse loro un abito proprio". Nella descrizione della Diocesi di Lucca del 1260 si trova: "In Plebanato de Loppia Dnato de Campo S. Petri".(Dnato sta per Dominicato cioè luogo religioso sacro gravato di lire lucchesi 30 per la crociata). Che in San Piero in Campo ci fosse un Convento di Agostiniane si rileva anche da un documento vescovile del 31 ottobre 1283 con cui il Vescovo di Lucca confermava la Priora del Romitorio de Campo S. Petri. Questo Monastero possedeva beni fino dal secolo X anche sul lato destro del Serchio, specialmente in Freddana. Tuttavia era molto povero tanto che fu gravato dalla tassa di sole "una piastra fiorentina, soldi uno e danari otto". La povertà delle suore viene confermata da una decisione presa nei loro riguardi dal Venerabilissimo Capitolo di Lucca del 1277. In quell'occasione "...per l'indigenza e povertà del monastero e monache eremitane del romitorio del luogo di Campo San Pietro di Barga, diocesi di Lucca..." il Capitolo donò alle medesime la chiesa di San Cassiano a Vico, con tutte le attinenze e ragioni con la facoltà di eleggerne il Rettore. Molto probabilmente verso il 1300 le suore di San Pietro in Campo si trasferirono nel monastero di San Cassiano, assai vicino a Lucca dove esistevano condizioni di vita migliori .

Il Romitorio dei frati

Nel 1414 al posto del monastero delle Monache c'era un Romitorio di Frati. Nello statuto di Barga del 1414 si parla dei frati di Camposanpieri: "Statuirno e ordinorno detti statuari che niuna persona di Barga grande o piccola dia o dar faccia alcun danno guasti o incendio in cose e sopra cose e beni mobili e immobili del romitorio di Camposanpiero in Barga e dei frati di detto Romitorio...e se alcuno...contro haverà fatto...sia punito ciascuna volta in soldi 100 per lo Podestà del Comune di Barga...".Quanto la presenza degli eremitani fosse gradita ai barghigiani è dimostrato in altre rubriche dove si davano disposizioni per proteggere il raccolto delle castagne nelle loro selve situate fra Nebbiana e Mologno. Nel 1467 gli eremitani avevano già abbandonato il loro malmesso monastero e non si conosce il loro destino.In una visita pastorale effettuata alla Pievania di Loppia il 12 e il 13 giugno del 1467 dal Vescovo Matteo di Pontremoli, assente il Vescovo di Lucca, risultò che la chiesa di Camposanpieri era seidistrutta " Visitatio ecclesiae dominarum de Campo S. Petri quae descoperta reperta fuit".
Non è documentato dove fossero ubicati la chiesa e il monastero dei religiosi agostiniani. Il Magri nel suo "Territorio di Barga", sostiene che nelle vicinanze dell'attuale chiesa furono ritrovati muraglioni attribuibili alla vecchia chiesa, in alcune pergamene del 1200 si parla di terreni sul margine della Corsonna dove presumibilmente c'era il convento.


La nascita della Parrocchia

Nel periodo che va dalla metà del 400 a tutto il 600 non ci sono informazioni su San Pietro in Campo.La popolazione che dal 1600 andò via via crescendo, non poteva restare priva di chiesa e di un servizio religioso e quindi si adoperò per ricostruire la vecchia chiesa di San Pietro in Campo che fu riaperta al culto nel 1628 come si legge in un'annotazione del Pievano Domenico Ciarpi:
A di 8 febbraio 1628
"Avendo gli uomini di Sigliali, Nebbiana e Mologno restaurata la chiesa di Campo san Pietro in Sigliali con mia licenza e di Mons. Vescovo e fornita delle cose necessarie Mons. mi concesse che la benedicessi e poi vi celebrassi come fu fatto il di 9 febbraio festa di S. Apollonia con grandissimo concorso di popolo anche di Barga."
Il 29 giugno, festa di San Pietro, il Pievano vi tornò "... a dir messa e a fare i primi offizi...".
Si trattava di un modesto oratorio senza sacrestia o altri locali: "Vi è fuori di Barga, una Chiesa luogo detto Campo S. Piero distante da un miglio incirca, alla quale gli fu concessa dagli antecessori solamente la messa per il più comodo di quel popolo e non vi è altro che il semplice Oratorio senza stanze e senza sagrestia..."

Così precariamente si andò avanti per circa ottanta anni fino a che il 19 marzo del 1709 gli abitanti chiesero al Vicario Foraneo e alla Comunità di avere dall' Opera di San Cristoforo un cappellano stabile che abitasse nella canonica da poco costruita. La pratica ebbe uno svolgimento abbastanza lungo, allora Barga era ecclesiasticamente sotto il Vescovo di Lucca e politicamente sotto il Granducato di Toscana, quindi le pratiche dovevano condursi per vie diplomatiche con notevole lentezza. Dopo due anni fu nominato sacerdote stabile il cappellanodell'Opera Don Giovanni Baldi di Barga al cui mantenimento doveva contribuire la popolazione locale co 20 staia di grano all'anno. Il 13 luglio del 1713 il Vescovo di Lucca rilasciò un documento dei diritti e doveri sia del popolo che del cappellano, conservando alcune prerogative alla Propositura di Barga. Sicuramente questo documento può essere considerato un pò la carta fondamentale della futura parrocchia.La presenza di un cappellano stabile e il maggior servizio ebbero un'importante influenza sul popolo che chiese al Granduca una maggiore indipendenza da barga (giugno 1723). Il 16 settembre 1723 il Granduca dava il suo consenso per l'erezione della Chiesa di San Pietro in Campo in Vicaria con un parroco vicario con facoltà di seppellire i defunti, celebrare i matrimoni e battezzare indipendentemente dal Proposto di Barga. Come compenso il popolo si obbligava a dare ogni anno al Proposto una libbra di cera lavorata. Con decreto del Vicario Generale Monsignor Sardi il 9 ottobre 1723 finalmente San Pietro in Campo veniva elevato in Parrocchia, fu nominato Rettore il Sacerdote Domenico Giaccarini di Naggio in Val di Serchio. La chiesa, attraverso un documento di visita pastorale del 1781, aveva una lunghezza di braccia 58 e largchezza di br. 20. Cosiderato che il braccio fiorentino è equivalente a cm. 58,3, le sue misure sonorispettivamente m.34 e m. 12. La nuova parrocchia si estendeva dalla Corsonna, linea di confine con Castelvecchio, al Rio Fontanamaggio e dal Lato, confine settentrionale del Piano di Sigliali, al Serchio comprendendo i piani di Nebbiana, Mologno e quello do Sigliali, l'odierno San Pietro in Campo. Molti problemo sorsero sulla congrua,sull'assegnazione del grano al rettore,sui trasporti funebri spettanti alla Compagnia di Misericordia, sulle panche in chiesa, sull'elezione del sacrestano ecc. ( Il 5 aprile del 1769 la Commissione dei Nove di Firenze dette ordine di togliere le panche dalla chiesa e furono sostituite da seggiole. Questo accadde perchè erano avvenute "questioni per diritti veri o pretesi". Ma anche le seggiole li acuirono di nuovo tanto che, nel 1825 provocarono "gravi fastidi al Rettore, il quale fece intervenire le Autorità". Poi le cose si pacificarino e gradualmente le sedie tolte e di nuovo sostituite con le panche.
La chiesa parrocchiale, la canonica e gli annessi furono restaurati ed ampliati al tempo dei rettori Antonio Menghesi (1776-1807), Francesco Barsanti (1840-1859), Paolo del Mutolo (1859-1890), Rocco Bonaccorsi (1890-1944), Mario Consani (1945-1983).

Il 20 luglio 2003 il rettore Don Antonio Pieraccini è costretto a chiudere la Chiesa. C'era stato il crollo di parte del soffito dovuto alla vetustità del fabbricato ,alla copertura del tetto che ha facilitato infiltrazioni d'acqua e sicuramente a varie scosse sismiche che si sono susseguite negli anni. I danni sono ingenti e riguardano le travature portanti, gli intonaci interni , il soffitto ed il pavimento in più punti rialzato o addirittura avvallato.Il 29 giugno 2004 festa dei Santi Pietro e Paolo è stata fissata come data ufficiale dell'inizio dei lavori di ristrutturazione che di fatto iniziarono venerdì 16 luglio 2004 quando viene aperto il cantiere e posizionata la gru nel giardino antistante la casa di don Antonio. Sabato 12 settembre 2005 le campane della chiesa risuonano a festa perchè è terminata la copertura del tetto.I lavori continuano ( rifacimento degli intonaci, pavimentazione, impianto di riscaldamento, impianto elettrico, tinteggiatura ecc.) ed il 12 settembre 2007 il nuovo parroco Don Stefano Serafini Proposto di Barga, succeduto a Don Antonio Pieraccini, inaugura ufficialmente la chiesa di San Pietro in Campo. Vedi Foto Inaugurazione Sant'Apollonia

Successione dei Parroci
di San Pietro in Campo

1723 - 1732 Sac. Domenico Giaccarini di Naggio
1732 - 1742 Sac. Ranieri Luchini
1742 - 1776 Sac. Pietro Giuseppe Meoni
1776 - 1807 Sac. Gaetano Antonio Menghessi
1807 - 1810 Sac. Giov. Battista Morelli (Economo spirituale)
1810 - 1815 Sac. Antonio Lunini
1815 - 1816 Sac. Vincenzo Massimelli (Economo spirituale)
1816 - 1834 Sac. Giovacchino Baldi
1835 - 1839 Sac. Giovanni Gigli
1840 - 1859 Sac. Francesco Barsanti
1859 - 1890 Sac. Paolo del Mutolo
1890 - 1944 Sac. Rocco Bonaccorsi
1945 - 1983 Sac. Mario Consani
1983 - 1985 Sac. Giuseppe Cola
1986 - 2007 Sac. Antonio Pieraccini
2007 - ........ Sac. Stefano Serafini (Proposto di Barga)